Pensionati italiani in Bulgaria: dalla defiscalizzazione alle difficoltà economiche

Pensionati italiani in Bulgaria: dalla defiscalizzazione alle difficoltà economiche
I guai dei pensionati italiani in Bulgaria

Negli ultimi anni la Bulgaria è stata una delle mete più scelte dai pensionati italiani che cercavano una vita più sostenibile dal punto di vista economico. Una tassazione favorevole, un costo della vita contenuto e la possibilità di ricevere la pensione lorda, cioè defiscalizzata in Italia, avevano reso il trasferimento una scelta razionale e, per molti, necessaria.

Oggi, però, quella che sembrava un’opportunità si è trasformata per molti in una situazione di grave difficoltà.

La defiscalizzazione della pensione in Bulgaria

Per anni, i pensionati italiani residenti in Bulgaria che avevano trasferito la residenza anagrafica e fiscale all’estero hanno beneficiato della defiscalizzazione della pensione in Italia, in applicazione delle convenzioni contro la doppia imposizione.

La pensione non veniva tassata in Italia e le imposte venivano, o avrebbero dovuto essere, pagate nel Paese di residenza. La Bulgaria, con una flat tax molto bassa, era una delle destinazioni più appetibili.

L’avvio dei controlli e il cambio di scenario

Negli ultimi anni lo Stato italiano ha avviato controlli retroattivi su migliaia di posizioni, in particolare in Bulgaria.

Il punto centrale dei controlli non è stato tanto il luogo di residenza formale, quanto la residenza fiscale effettiva. Secondo l’Agenzia delle Entrate, in molti casi il pensionato non avrebbe realmente trasferito il centro dei propri interessi vitali, avrebbe trascorso troppo tempo in Italia oppure avrebbe mantenuto in Italia i principali legami familiari ed economici.

Come viene valutata la residenza fiscale reale

Uno degli aspetti più critici, e spesso meno compresi dai pensionati, riguarda il modo in cui viene valutata la residenza fiscale reale. L’iscrizione all’AIRE o il trasferimento formale all’estero non sono di per sé sufficienti. La normativa italiana considera fiscalmente residente in Italia chi, per la maggior parte dell’anno, mantiene la residenza anagrafica, il domicilio inteso come centro degli interessi vitali oppure la dimora abituale sul territorio italiano.

È proprio il concetto di centro degli interessi vitali a rappresentare il rischio maggiore. L’Agenzia delle Entrate prende in considerazione numerosi indizi concreti, come la presenza di familiari in Italia, il possesso o l’uso abituale di una casa, i conti correnti e i rapporti economici principali, la frequenza dei soggiorni, il medico di base, le utenze attive o altri legami stabili con il territorio.

Molti pensionati, pur vivendo gran parte dell’anno in Bulgaria, mantengono forti connessioni con l’Italia senza rendersi conto che questi elementi possono portare, anche a distanza di anni, a una riqualificazione della residenza fiscale.

Le conseguenze: perdita del beneficio e pignoramenti

Il risultato di questi controlli è stato per molti devastante. In numerosi casi si è arrivati alla revoca della defiscalizzazione, alla richiesta di imposte arretrate per più anni, all’applicazione di sanzioni e interessi e, nei casi più gravi, al pignoramento diretto della pensione INPS (leggi quali sono i limiti del pignoramento alla Pensione INPS) con trattenute mensili forzate.

Il problema del costo della vita in aumento

Il problema non si limita alla perdita del beneficio fiscale. Oggi molti pensionati italiani in Bulgaria si trovano in una situazione paradossale. La pensione torna a essere tassata in Italia, quindi più bassa, a cui si aggiungono le trattenute per il pignoramento.

Contemporaneamente, il costo della vita in Bulgaria è aumentato sensibilmente negli ultimi anni. Affitti, utenze, alimentari e sanità privata hanno subito rincari importanti, soprattutto nelle grandi città, rendendo sempre più fragile l’equilibrio economico di chi aveva scelto il Paese proprio per la sua sostenibilità.

Una situazione di disagio personale e sociale

Per molti pensionati questa non è solo una questione fiscale, ma una vera emergenza personale. Ci sono difficoltà a sostenere le spese quotidiane e sanitarie, l’impossibilità di rientrare in Italia per mancanza di risorse e un diffuso senso di abbandono.

Particolarmente controverso è il fatto che la defiscalizzazione fosse stata concessa in passato e poi rimessa in discussione anni dopo, con effetti retroattivi molto pesanti.

Una vicenda ancora aperta

La vicenda dei pensionati italiani in Bulgaria è tutt’altro che chiusa. Sono stati avviati ricorsi e contenziosi tributari, con esiti alterni, e ogni posizione viene valutata caso per caso, creando grande incertezza. Quello che appare evidente è che molti pensionati oggi vivono una condizione di precarietà, schiacciati tra fisco, pignoramenti e un costo della vita che non consente più margini.

Per concludere

La storia dei pensionati italiani in Bulgaria rappresenta un monito importante. Trasferirsi all’estero per motivi fiscali è una scelta complessa che richiede consapevolezza e valutazioni approfondite.

Chiedere la defiscalizzazione a cuor leggero, senza comprendere i criteri con cui viene giudicata la residenza fiscale reale, può esporre a conseguenze economiche molto pesanti nel tempo.

Marco Benetti
Posted on:
Post author
LinkedInVKPinterest