ASSICURAZIONE RISCHIO IMPIEGO

LA CESSIONE DEL QUINTO È ASSICURATA IN CASO DI PERDITA DEL POSTO DI LAVORO O DI LICENZIAMENTO. CONTINUA A LEGGERE PER SAPERNE DI PIÙ.

ASSICURAZIONE PERDITA POSTO DI LAVORO

La polizza copre il rischio che si verifichi la perdita del posto di lavoro per una causa qualsiasi: dimissioni, licenziamento, fallimento dell'azienda e simili.

La prestazione assicurata è l'ammontare del debito residuo ancora dovuto al momento dell'evento, detratti gli interessi sulle rate non ancora scadute (sconto finanziario) e detratte eventuali somme lasciate a garanzia del prestito (ad esempio il TFR dei dipendenti privati).

SCOPRI COME OTTENERE IL RIMBORSO DELLE SPESE ASSICURATIVE

È importantissimo premettere che il Beneficiario dell'assicurazione NON è l'Assicurato (il dipendente) ma è la Banca o l'Istituto Finanziario che ha concesso il prestito. In caso di perdita del posto di lavoro l'assicurazione rifonderà  la Banca ma manterrà  in diritto di rivalersi sull'assicurato.

È quindi da sfatare l'opinione comune che il dipendente che ha contratto una cessione del quinto sia coperto dal rischio di perdere il posto di lavoro. Non è così!

IL COSTO DELL'ASSICURAZIONE RISCHIO IMPIEGO

Il costo varia grandemente in base alla probabilità statistiche che si verifichi il sinistro. Sarà  quindi molto modesto per i dipendenti statali e pubblici (le cui probabilità  di venire licenziati o di dare le dimissioni sono minime) e sarà invece più elevato per i dipendenti di aziende private soprattutto se di piccole dimensioni.

La polizza rischio impiego non è, naturalmente, prevista per i pensionati.

IL CAPITALE ASSICURATO

Per i dipendenti pubblici e statali con gestione previdenziale ex INPDAP, il capitale assicurato è pari al valore attualizzato al tasso nominale (TAN) di contratto delle rate residue al momento del sinistro detratto il Trattamento di Fine Servizio maturato. È quindi pari alla somma delle rate residue meno gli interessi sulle rate ancora dovute al momento della perdita del posto di lavoro a cui va detratto il TFS che, in virtù delle correzioni del 2005 al DPR 180, resta vincolato a garanzia del prestito.

Per i dipendenti privati (quindi con gestione previdenziale INPS) la somma sarà  pari al valore attualizzato delle rate residue meno l'ammontare di tutte le somme dovute dall'azienda al dipendente al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

È importante notare che in tale ampia formulazione rientrano non solo il TFR accantonato (la liquidazione) ma anche ogni altra somma dovuta dall'azienda al dipendente al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro. Quindi anche l'ultimo stipendio, i ratei delle mensilità  aggiuntive (tredicesima e quattordicesima), eventuali incentivi alle dimissioni ecc.). Tali somme verranno versate dall'azienda alla Banca e andranno quindi a diminuire il capitale residuo.

LE DUE TIPOLOGIE DI ASSICURAZIONE IMPIEGO

Occorre distinguere due tipologie di base di assicurazione impiego:

la Polizza Credito e la Polizza Perdite Pecuniarie.

Le diverse compagnie di assicurazione operanti nel mercato della cessione del quinto nel corso del 2009 hanno dovuto effettuare la scelta se operare con una tipologia o con l'altra. Vi descriverò ora le differenze tra le due tipologie di polizza, differenze che possono risultare importanti.

POLIZZA RISCHIO CREDITO

Si tratta di una polizza a premio unico iniziale il cui costo viene sostenuto direttamente dalla Banca erogante. Non compare quindi come voce distinta nel contratto di prestito ma viene incluso nella voce Commissioni bancarie oppure nel TAN (Tasso Nominale Annuo) del prestito.

POLIZZA PERDITE PECUNIARIE

È anch'essa una polizza a premio unico iniziale ma il costo viene formalmente pagato dal cliente al momento dell'erogazione del prestito e compare quindi come voce a sé stante nel contratto di finanziamento.

Come già  detto precedentemente, in caso di sinistro, cioè di interruzione del pagamento della rata dovuto alla perdita del posto di lavoro, l'Assicurazione salda il debito residuo alla Banca ma poi mantiene il diritto di surroga verso il debitore. Ha quindi la facoltà  di rivalersi sul dipendente.

Il dipendente, quindi, per il fatto di avere perso il lavoro non viene esentato dal dover restituire il capitale residuo!

LA COPERTURA NEL PERIODO DI ASSICURAZIONE

La Polizza Perdite Pecuniarie, a differenza della Polizza Rischio Credito, offre però al dipendente una importante copertura: in caso di perdita del posto di lavoro la Compagnia di Assicurazione garantisce alla Banca il pagamento delle rate scadenti nel periodo di disoccupazione e fino al momento del ricollocamento del dipendente presso una nuova società.

Sulle le rate pagate in questo lasso di tempo la compagnia non ha diritto di rivalsa (con l'unica eccezione di 3 rate nel caso la perdita del posto di lavoro sia stata causata da dimissioni volontarie del lavoratore).

È evidente che questa copertura assicurativa (che la Polizza Credito non offre) può rappresentare un'importante aiuto al dipendente che si trovi ad affrontare un difficile periodo di disoccupazione.

è MEGLIO CHIEDERE PRIMA

Alla luce di quanto detto sopra, nel valutare la convenienza di diversi preventivi di cessione del quinto, è opportuno assegnare il giusto peso anche alla scelta del tipo di polizza impiego perché potrebbe risultare oltremodo utile, in caso di licenziamento, di poter disporre di una copertura assicurativa sulle rate di prestito in scadenza.

Questo vale in particolar modo per i dipendenti di aziende private che hanno statisticamente una mobilità  lavorativa molto elevata.

COME RICONOSCERLE

La Polizza Assicurativa Perdite Pecuniarie ha cominciato ad essere emessa solo a partire dalla seconda metà  del 2009. Tutte le polizze antecedenti al giugno 2009 erano del tipo Rischio Credito quindi prive di copertura sulle rate scadenti nel periodo di disoccupazione.

Nel caso abbiate un contratto di cessione o delega con data successiva al Giugno 2009, per sapere se avete in corso una polizza Rischio Credito o una polizza Perdite Pecuniarie, sarà  sufficiente esaminare con attenzione il dettaglio dei costi: sarà  senz'altro indicato il premio della polizza rischio vita (che è sempre presente in tutti i contratti) e se leggerete anche il costo della polizza per perdita dell'occupazione allora saprete di avere in corso una polizza Perdite Pecuniarie.


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