TFR trattamento fine rapporto

Definizione TFR

TUTTE LE INFORMAZIONI SUL TFR

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è più comunemente chiamato Liquidazione. Consiste in una somma che spetta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro e che cresce con l’anzianità  di servizio. Ai dipendenti pubblici e statali spetta invece il TFS (Trattamento di Fine Servizio).

Si tratta di un accantonamento contabile ed è pari a circa una mensilità  di stipendio all’anno. Più precisamente il calcolo viene effettuato dividendo la retribuzione annua lorda per 13,5.


Dove posso accantonare il TFR?

Il TFR di un Dipendente di Azienda Privata può essere accantonato:

  • Presso l’Azienda stessa (è il caso più comune). Le aziende sopra i 50 dipendenti sono tenute a versare le somme così accantonate presso il Fondo di Tesoreria INPS che ne curerà  la gestione
  • Presso un Fondo di Previdenza Complementare Aperto oppure presso un Fondo di Previdenza Complementare di Categoria (per esempio Gommaplastica, Cometa, Fonchim, Telemaco, Fondenergia, Priamo, Fonte, Previmoda ecc.).

Ottenere maggiore liquidità dal TFR: conviene

Salvo accordi individuali con il Datore di Lavoro, i dipendenti di aziende private possono richiedere un anticipo sul TFR accantonato nel limite massimo del 70% e solo se si verificano due condizioni:

  1. Una anzianità  di servizio di almeno 8 anni presso la stessa azienda
  2. La presentazione di motivazioni ben precise e determinate quali spese mediche straordinarie, acquisto e ristrutturazione della prima casa, congedi per maternità  facoltativa e altri.

L’anticipo TFR può inoltre essere richiesto una sola volta.

I dipendenti Pubblici e Statali (con contribuzioni INPDAP) non possono richiedere, in nessun caso, un anticipo sul proprio TFS (Trattamento di Fine Servizio).


Quando è meglio richiedere una cessione del quinto

Se si ha bisogno di liquidità  l’anticipo sul TFR può essere un’ottima soluzione perché il costo è nullo. Non sempr però questa è la soluzione migliore. L’ammontare massimo finanziabile per un dipendente di azienda privata è funzione del Coefficiente Assicurativo e del TFR accantonato. In presenza di una necessità  finanziaria per una somma rilevante può essere controproducente richiedere un anticipo sul TFR perché questo limiterebbe la possibilità  di ottenere la cifra desiderata mediante una cessione del quinto.

Vediamo un esempio: un dipendente di una azienda privata ha necessità  di consolidare i propri debiti per una somma complessiva di 20.000€ Ha maturato 8.000€ di TFR presso l’azienda.
Questa gode di un coefficiente assicurativo pari a 4 per cui il montante massimo erogabile della cessione è pari a 8.000€ x 4 = 32.000€. Tale montante permetterebbe di ottenere la cifra necessaria ad estinguere tutti i suoi debiti mantenendo un’unica rata in corso. Spinto dall’urgenza decide però di richiedere un anticipo sul TFR pari al 70% e ottiene così una liquidità  di 6.000€. Ma ora il TFR residuo è di soli 2.000€ per cui la cessione massima ottenibile è di soli 2.000€ x 4 = 8.000€ insufficiente, insieme all’anticipo ottenuto, a risolvere i suoi problemi di indebitamento.

Conclusioni

Richiedere l’anticipo TFR è una soluzione ideale a costo zero se le esigenze di liquidità  vengono soddisfatte interamente dall’anticipo. Se però le necessità  sono maggiori, richiedere un anticipo sul TFR può essere controproducente perché questo limiterebbe fortemente la possibilità  di ottenere una cessione del quinto.


TFR presso l’azienda

In questo caso il capitale si rivaluta nel corso degli anni secondo un tasso di interesse minimo che serve a fronteggiare l’inflazione. Tale tasso è fissato in un 1,5% fisso più il 75% dell’inflazione registrata nell’anno.

Alla cessazione del rapporto di lavoro verranno versati all’ex dipendente, in unica soluzione, tutta la liquidazione maturata fino a quel momento più gli interessi fissati dalla legge. Il tutto sarà  soggetto alla normale tassazione sui redditi.

Un lavoratore dipendente con più di 8 anni di Anzianità  di Servizio ha facoltà  di chiedere all’Azienda o al Fondo di Previdenza Complementare un anticipo sul TFR nella misura massima del 70% e solo per spese urgenti rigorosamente documentate quali:
– Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari;
– Acquisto prima casa per sé o per i figli;
– Maternità /paternità , spese da sostenere durante i periodi di aspettativa volontaria
– Spese per congedi di formazione.

I datori di lavoro sono obbligati a soddisfare le richieste dei dipendenti entro il 10% degli aventi titolo o il 4% del numero totale dei dipendenti.


TFR presso un fondo di previdenza complementare

Destinando il TFR ad un fondo di Previdenza Complementare, il tasso di rivalutazione del capitale è soggetto all’andamento del mercato monetario e finanziario. Le somme sono ovviamente destinate dal Fondo ad impieghi a basso rischio.

In caso di dimissioni o licenziamento si potrà  decidere di mantenere le quote nel fondo oppure di richiedere il trasferimento nel fondo di riferimento della categoria del nuovo datore di lavoro (ad esempio da Cometa a Fonchim).
Nel caso in cui perda il lavoro (con periodo di disoccupazione tra 12 e 48 mesi), infine, si potrà  chiedere il riscatto del 50% del TFR. Se il periodo di disoccupazione si protrae oltre i 48 mesi si potrà  chiedere il riscatto dell’intero ammontare.

Al termine del rapporto di lavoro si potrà  scegliere di ricevere una rendita vitalizia (una sorta di pensione integrativa) oppure ricevere il 50% del TFR in contanti ed una rendita calcolata sul rimanente 50%.

Per gli anticipi richiesti ai Fondi Pensione vale il regolamento del fondo stesso. Solitamente i vincoli sono minori che per i dipendenti di Aziende Private.

Nel caso di Fondi Aperti si può chiedere il rimborso totale o parziale in qualsiasi momento. Questi fondi sono istituiti per lo più da Banche, Assicurazioni e Società  di gestione del risparmio.
I Fondi Chiusi solitamente garantiscono un rendimento più alto, ma è più difficile uscirne e talvolta applicano delle penali in caso di uscita anticipata.


La garanzia del TFR nei casi di cessione del quinto

In caso di cessione del quinto o di delega il TFR accantonato sia in azienda sia presso un eventuale fondi di previdenza integrativa viene vincolato a favore dell’Istituto Erogante. Alla stipula del contratto, infatti, il richiedente firma una dichiarazione di vincolo sul TFR presente e futuro a favore della Banca erogante.
In caso di perdita del posto di lavoro per qualsivoglia motivo, quest’ultima è quindi autorizzata a prelevare il TFR maturato fino alla copertura del debito residuo che risulterà  così estinto.

Le recenti integrazioni legislative alla normativa sulla Cessione del Quinto (DPR 180/1950) hanno esteso tale garanzia anche al TFS dei dipendenti pubblici e statali.


Il rapporto TFR/montante dei dipendenti di aziende private

Come ottengo il massimo finanziamento? Questo è un argomento estremamente importante per un Dipendente di Azienda Privata.

La cifra massima finanziabile dipende infatti da tre condizioni che devono verificarsi contemporaneamente:

  1. La rata non deve superare il 20% dello stipendio netto mensile
  2. La durata massima è pari a dieci anni e comunque non deve eccedere l’età  pensionabile
  3. Il montante del prestito deve rientrare nel rapporto tra TFR accantonato e Montante del Finanziamento (più comunemente chiamato il Coefficiente Assicurativo)

Che cos’è il coefficiente assicurativo e perché mi interessa

Il Coefficiente Assicurativo è un numero (da 1 a 6) usato dalle Assicurazioni per dare un voto di affidabilità  alle Aziende a cui si può moltiplicare il TFR lordo maturato.
Il montante (capitale più interessi) del finanziamento proposto dalla Finanziaria dovrà  obbligatoriamente rientrare nella cifra così risultante.
UN ESEMPIO PRATICO:

TFR accantonato = 3.000 Euro
Coefficiente Assicurativo Azienda = 6

Finanziamento Lordo Max (3.000×6=18.000) = 18.000 Euro

Poiché in tale cifra rientrano anche gli interessi, il netto erogato al cliente sarà  una somma inferiore e sarà  in funzione della durata prescelta.

NB: più aumenta la durata, maggiori saranno gli interessi, quindi minore sarà  il netto erogato al cliente.

Se nell’esempio della tabella qui sopra gli interessi ammontassero a, supponiamo, 6.000 Euro, allora il netto erogato sarà  di:

18.000€ – 6.000€ = 12.000€

È evidente che questo moltiplicatore è un elemento importantissimo di cui tenere conto nel calcolo del preventivo.


Da chi viene stabilito il coefficiente assicurativo?

Il Coefficiente Assicurativo viene assegnato dalle Compagnie di Assicurazione alle Aziende.

Le Assicurazioni dovranno garantire il Rischio Impiego e quindi dovranno risarcire la Banca in caso il dipendente si dimetta o perda il posto di lavoro e quindi la rata non possa più essere addebitata sulla busta paga.


Come viene calcolato il coefficiente assicurativo?

Il calcolo dipende da alcuni elementi:

  1. Le dimensioni dell’Azienda Datrice di lavoro. Più grande è l’Azienda (soprattutto per quanto riguarda il numero di dipendenti) più alto sarà  il Coefficiente Assicurativo.
  2. Gli ultimi bilanci dell’Azienda: se non sono buoni possono causare un abbassamento del Coefficiente Assicurativo o addirittura determinare il rifiuto della pratica
  3. l settore merceologico in cui opera l’azienda. Alcuni settori merceologici sono considerati più a rischio di altri e quindi abbassano il Coefficiente Assicurativo

Riassumiamo con un caso pratico:

Supponiamo di dover calcolare il montante massimo finanziabile di un dipendente con 5 anni di di servizio.

Lo stipendio netto mensile è di 1.200€ per 14 mensilità.

L’Azienda è una SpA con 150 dipendenti e buoni bilanci. Il Coefficiente Assicurativo è 5.

Per calcolare il preventivo i passaggi da fare sono:

  1. Stimare l’ammontare del TFR lordo accantonato. Sarà , grosso modo, questo: 1.200€ x 5 = 6.000€
    (l’accantonamento TFR è pari a circa uno stipendio ogni anno)
  2. Stimare il Montante massimo finanziabile.
    L’Azienda possiede i requisiti per poter applicare il moltiplicatore 5. Il montante massimo del finanziamento sarà  quindi di 6.000€ x 5 = 30.000€
  3. Stimare la rata massima cedibile:
    1.200€ x 14 = 16.800€ (stipendio netto annuo)
    16.800€/12 = 1.400€ (stipendio netto su base 12 mensilità )
    1.400€/5 = 280€ (rata massima cedibile).

Il cliente, quindi, potrà  richiedere un Finanziamento con rata massima di 280€ e montante massimo di 30.000€.

Le possibilità  di scelta saranno queste:

Rata — Durata — Montante
277 € – 108 mesi – 29.916 €
250 € – 120 mesi – 30.000 €

Valori in Euro


Come posso conoscere il coefficiente assicurativo delle mia azienda?

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