ANTICIPO TFR
PRESTITI PERSONALI MEDIANTE CESSIONE QUINTO DELLO STIPENDIO
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Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è più comunemente chiamato Liquidazione.
Consinste nella cifra che spetta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro.
Si tratta quindi di un accantonamento contabile ed è pari a circa una mensilità di stipendio all'anno.
Più precisamente il calcolo viene effettuato dividendo la retribuzione annua per 13,5.
Il TFR di un Dipendente di Azienda Privata può essere accantonato:
-
presso l'Azienda stessa (è il caso più comune)
-
presso il Fondo Nazionale INPS oppure
-
presso un Fondo di Previdenza Integrativa Aperto
(i cosiddetti Fondi Pensione) o
- presso Fondo di Previdenza Integrativa di Categoria
(per esempio Gommaplastica, Cometa, Fonchim, Telemaco, Fondenergia, Priamo, Fonte, Previmoda ecc.)
- oppure presso entrambi gli ultimi due.
Il TFR (che in realtà si chiama TFS - Trattamento di Fine Servizio) dei dipendenti Pubblici o Statali viene invece accantonato presso l'INPDAP.
Alla cessazione del rapporto di lavoro verranno versati all’ex dipendente, in unica soluzione, tutta la liquidazione maturata fino a quel momento più gli interessi fissati dalla legge.
Il tutto sarà soggetto alla normale tassazione sui redditi.
Un lavoratore dipendente con più di 8 anni di Anzianità
di Servizio ha facoltà di chiedere all'Azienda un
anticipo sul TFR nella misura massima del 70% e solo per spese urgenti
rigorosamente documentate quali:
- Spese
sanitarie per terapie e interventi straordinari;
- Acquisto prima casa per sé o per i figli;
- Maternità/paternità, spese da sostenere durante i periodi di aspettativa volontaria
- Spese per congedi di formazione.
I datori di lavoro sono obbligati a soddisfare le richieste dei dipendenti entro il 10% degli aventi titolo o il 4% del numero totale dei dipendenti.
Si potrà decidere di mantenere le quote nel fondo oppure di richiedere il trasferimento nel fondo di riferimento della categoria del nuovo datore di lavoro (ad esempio da Cometa a Fonchim).
Nel caso in cui perda il lavoro (con periodo di disoccupazione tra 12 e 48 mesi), infine, si potrà chiedere il riscatto del 50% del TFR.
Se il periodo di disoccupazione si protrae oltre i 48 mesi si potrà chiedere il riscatto dell’intero ammontare.
Al termine del rapporto di lavoro si potrà scegliere di ricevere una rendita vitalizia (una sorta di pensione integrativa) oppure ricevere il 50% del TFR in contanti ed una rendita calcolata sul rimanente 50%.
Per gli anticipi richiesti ai Fondi Pensione vale il regolamento del fondo stesso. Solitamente i vincoli sono minori che per i dipendenti di Aziende Private.
Nel caso di Fondi Aperti si può chiedere il rimborso totale o parziale in qualsiasi momento. Questi fondi sono istituiti per lo più da Banche, Assicurazioni e Società di gestione del risparmio.
I Fondi Chiusi solitamente garantiscono un rendimento più alto, ma è più difficile uscirne e talvolta applicano delle penali in caso di uscita anticipata.
E' importante sapere che i dipendenti Statali e Pubblici non possono invece richiedere un anticipo o il riscatto del TFS.
E' opinione comune che in caso di Cessione
del Quinto il TFR accantonato venga messo a disposizione della Banca erogante
a garanzia del prestito contratto.
In realtà ciò è vero solamente per i Dipendenti
di Aziende Private.
Questi infatti alla stipula del contratto firmano una dichiarazione di vincolo
sul TFR presente e futuro a favore della Banca erogante.
In caso di perdita del posto di lavoro per qualsivoglia motivo, quest’ultima
è quindi autorizzata a prelevare il TFR maturato fino alla copertura
del debito residuo che risulterà così estinto.
Tale vincolo non esiste invece per i dipendenti Pubblici e Statali per cui il loro TFR non rappresenta una garanzia per la Banca
in quanto gestito dall’INPDAP.
Come ottengo il massimo finanziamento?
Questo è un argomento estremamente importante per
un Dipendente
di Azienda Privata.
La cifra massima finanziabile dipende infatti da tre condizioni che devono
verificarsi contemporaneamente:
1 - La rata non deve eccedere il 20% dello stipendio
netto mensile
2 - La durata massima è pari a dieci anni e
comunque non deve oltrepassare l'età pensionabile
3 - Il rapporto tra TFR accantonato e Montante del
Finanziamento (più comunemente chiamato il Coefficiente Assicurativo)
Che cos'è il Coefficiente Assicurativo e perché mi interessa ?
IIl Coefficiente Assicurativo è un numero (da 3 a 6) usato dalle Assicurazioni per dare un voto di affidabilità alle Aziende a cui si può moltiplicare il TFR lordo maturato.
Il montante (capitale più interessi) del finanziamento proposto dalla Finanziaria dovrà obbligatoriamente rientrare nella cifra così risultante.
| UN ESEMPIO RISULTERA' PIU' CHIARO: | ||
![]() |
TFR accantonato Coefficiente Assicurativo Azienda |
= 3.000 Euro |
| Finanziamento Lordo
Max (3.000x6=18.000) |
= 18.000 Euro | |
Poiché in tale cifra rientrano anche gli interessi, il netto erogato
al cliente sarà una somma inferiore e sarà in funzione della durata prescelta.
NB: più aumenta la durata, maggiori saranno gli interessi, quindi minore
sarà il netto erogato al cliente.
Se nell'esempio della tabella qui sopra gli interessi ammontassero a, supponiamo, 6.000 Euro, allora il netto erogato sarà di:
18.000€ - 6.000€ = 12.000€
E' evidente che questo moltiplicatore è un elemento importantissimo di cui tenere conto nel calcolo del preventivo.
Da chi viene stabilito il Coefficiente assicurativo?
Il Coefficiente Assicurativo viene assegnato dalle Compagnie di Assicurazione alle Aziende.
Le Assicurazioni dovranno garantire il Rischio Impiego e quindi dovranno risarcire la Banca in caso il dipendente si dimetta o perda il posto di lavoro e quindi la rata non possa più essere addebitata sulla busta paga.
Il calcolo dipende da tre fattori:
1 - Le dimensioni dell'Azienda Datrice di lavoro.
Più grande è l'Azienda (soprattutto per quanto riguarda il numero di dipendenti) più
alto sarà il Coefficiente Assicurativo.
Oltre i 40 dipendenti si può applicare il rapporto più favorevole:
quello di 1/7
2 - Gli ultimi bilanci dell'Azienda: se non sono buoni possono causare un abbassamento del Coefficiente Assicurativo o addirittura determinare il rifiuto della pratica
3 - La nazionalità del richiedente: se extracomunitario si valuteranno gli anni di residenza in Italia.
Oltre i 5 anni di residenza (oppure oltre 3 anni di servizio nella stessa azienda) quest'ultimo fattore non viene più considerato e la richiesta viene equiparata a quella di un cittadino italiano o comunitario.
Oltre i 5 anni (oppure 3 anni di servizio nella stessa azienda) quest'ultimo
fattore non viene più considerato.
Supponiamo di dover calcolare il montante massimo finanziabile di un dipendente italiano (o comunitario) con 5 anni di di servizio.
Lo stipendio netto mensile è di 1.200€ per 14 mensilità.
L'Azienda è una SpA con 150 dipendenti e buoni bilanci. Il Coefficiente Assicurativo è 5.
Per calcolare il preventivo i passaggi da fare sono:
1)Stimare l'ammontare del TFR lordo accantonato.
Sarà, grosso modo, questo: 1.200€ x 5 = 6.000€
(l'accantonamento TFR è pari a circa uno stipendio ogni anno)
2)Stimare il Montante massimo finanziabile.
L'Azienda possiede i requisiti per poter applicare il moltiplicatore 5. Il montante massimo del finanziamento sarà quindi di 6.000€ x 5 = 30.000€
3)Stimare la rata massima cedibile:
1.200€ x 14 = 16.800€ (stipendio netto annuo)
16.800€/12 = 1.400€ (stipendio netto su base 12 mensilità)
1.400€/5 = 280€ (rata massima cedibile).
Il cliente, quindi, potrà richiedere un Finanziamento con rata massima di 280€ e montante massimo di 30.000€.
Le possibilità di scelta saranno queste:
Rata |
Durata |
Montante |
277 |
108 |
29.916 |
250 |
120 |
30.000 |
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