Sei stato protestato o ti ritrovi iscritto alla Centrale Rischi Finanziari (CRIF) come cattivo pagatore?

Il prestito cambializzato

Non sei certo da solo, purtroppo, questa è la condizione in cui versano tantissimi italiani, a maggior ragione con il crollo dell’economia per effetto della pandemia Covid.

Già da parecchi anni, però, il numero dei soggetti sottoposti a protesto o segnalati come cattivi pagatori registrava una rapida crescita, in particolare a seguito della crisi finanziaria mondiale del 2008-09.

Se rientri in questa categoria di debitori, significa che non hai pagato puntualmente una rata del mutuo o di un finanziamento. O peggio, in conseguenza del mancato pagamento di una cambiale o di un assegno, l’ufficiale giudiziario, il notaio o il segretario comunale ha effettuato la “levata” del protesto nei tuoi confronti.

Per inciso, la condizione di cattivo pagatore va considerata meno grave di quella del protestato. Il primo potrebbe essere stato segnalato a causa anche solo di una rata saltata per pochi giorni, il secondo non ha ottemperato al pagamento di una cambiale o di un assegno.

Finanziare i protestati? No grazie

Non occorrono molte parole per spiegare che cattivi pagatori e protestati sono in un certo senso soggetti visti benissimo sul mercato del credito. Un mercato in cui le percentuali di insolvenza sempre più alte spaventano gli Istituti Finanziari.

La prima azione che una Banca fa quando richiedi un finanziamento è collegarsi al CRIF per verificare il tuo merito creditizio.

Trovandoti un debitore ad alto rischio, nella gran parte dei casi neppure avvierà il procedimento per la delibera del prestito.
Nella migliore delle ipotesi, invece, ti chiederà di fornire garanzie aggiuntive come la firma di avallo di un parente con redditi molto “forti”.

Anche così l’esito positivo è tutt’altro che scontato.

Occorre trovare specifici finanziamenti pensati e offerti sul mercato proprio a queste due categorie di consumatori.

Prestiti cambializzati: una NON soluzione per cattivi pagatori e protestati

I prestiti cambializzati sono formalmente erogabili anche a cattivi pagatori e protestati. Ottimo, ma che cosa sono?
Trattasi di finanziamenti personali di piccolo taglio, il cui impiego non va giustificato al creditore. In ciò, si differenziano dai prestiti finalizzati (prestiti auto, elettrodomestici, spese mediche, etc.).

La loro caratteristica più importante consiste nella loro erogazione dietro la firma del debitore di cambiali tratte o pagherò cambiari.

Questi sono titoli esecutivi, cioè che consentono al creditore di escutere direttamente e senza passare dal giudice i beni del debitore, allorquando questi non ottemperi anche solo a una scadenza. Permettono quindi un’azione legale, finalizzata al pignoramento dei beni o dello stipendio, molto più rapida e meno costosa.

Le cambiali firmate vengono tenute in custodia dal creditore, il quale le restituisce al debitore man mano che questi paga le varie rate del prestito. Potremmo anche affermare che fungono da ricevute di pagamento.

Grazie a queste solide garanzie offerte al creditore, i prestiti cambializzati risultano formalmente accessibili anche a cattivi pagatori e protestati. Ma dobbiamo evidenziare che la realtà è diversa.

Questi prestiti sono andati quasi in disuso rispetto periodo precedente alla crisi, pur avendo vissuto negli ultimi anni una certa ripresa. Finanziamenti più sofisticati hanno preso il sopravvento.

Perché i prestiti cambializzati non interessano alle Banche

Il motivo è che si tratta di finanziamenti ad alto rischio proprio per la loro tipologia.

Chi li richiede è quasi sempre un debitore che non ha accesso ad altre forme di credito e per questo tenta di vedersi erogata una piccola somma attraverso le cambiali.

Risulta evidente che una banca o una finanziaria ha alcun interesse a prestare denaro a chi si è rivelato finanziariamente inaffidabile. E il fatto che le cambiali siano titoli esecutivi non offre chissà quale garanzia pratica al creditore: il debitore infatti spesso è stato già protestato, per cui i suoi beni risultano oggetto di ipoteche e pignoramenti.

Per la Banca la prospettiva è di doversi mettere in coda dietro altri creditori che vantano la precedenza.

Nel caso in cui si riuscisse a ottenere un prestito cambializzato, le somme erogate sarebbero basse e i tassi d’interesse applicati molto alti.

Chi richiede un prestito cambializzato, infine, non è generalmente neppure in grado di offrire al creditore la garanzia di un reddito certo e stabile. Se così fosse, avrebbe la possibilità di fare ricorso a un’altra tipologia di finanziamento decisamente più solida e concreta: la cessione del quinto.

Cessione del quinto, perché è la vera (e unica) soluzione

A differenza dei prestiti cambializzati, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione è realmente un finanziamento accessibile a cattivi pagatori e protestati per il semplice fatto che il creditore ottiene una garanzia solidissima: la busta paga nel caso del lavoratore dipendente e il cedolino pensione nel caso di un pensionato.

Quand’anche tu sia considerato un soggetto a rischio, chi ti eroga il credito sa di poter fare affidamento sul prelievo diretto della rata dalla busta paga o dalla pensione.

Ci penserà il datore di lavoro o l’istituto di previdenza a pagare le rate. E se anche dovessi perdere il lavoro, il TFR fungerà da garanzia per il debito residuo.

Inoltre, il fatto che la rata incida per un massimo del 20% (un quinto) dello stipendio o della pensione, garantisce al creditore che il cliente sia nelle condizioni di ottemperare ai pagamenti.

Certo, la cessione del quinto esclude i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, gli imprenditori e anche disoccupati, casalinghe e inoccupati, in quanto soggetti sprovvisti di un reddito certo.
Pertanto, i prestiti cambializzati restano spesso l’ultima speranza (spesso illusoria) per cattivi pagatori e protestati diversi dai lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Nella pratica la cessione del quinto rimane il vero e unico finanziamento senza la necessità della doppia firma (fidejussione) per i soggetti segnalati.

Lo specchietto per le allodole

Parecchi siti di società finanziarie offrono, con grande evidenza, i prestiti cambializzati. Come è possibile? Questo sembra contraddire quanto abbiamo appena scritto.

La realtà è però diversa: nella quasi totalità dei casi si tratta di semplici esche per proporre la cessione del quinto.

Se ci fate caso, infatti, i requisiti richiesti sono infatti quelle tipici di una cessione: no autonomi, richiesti busta paga o pensione e anzianità di almeno due anni.

Meglio non fidarsi, la trasparenza è tutto quando si richiede un prestito!

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