Il Pignoramento più diffuso

La forma di pignoramento più diffusa e utilizzata in Italia è sicuramente il pignoramento presso terzi.

Il Pignoramento e la Cassa Integrazione

Consiste in un decreto di un Tribunale che impone al Datore di Lavoro (il terzo ceduto) di trattenere una quota dello stipendio sulla busta paga del dipendente e di versarla ogni mese sul conto corrente del creditore fino la rimborso totale del debito (comprensivo di interessi e spese legali).

La rata pignorata viene espressa come percentuale sullo stipendio netto del mese ed è solitamente pari al quinto ossia al 20% dello stesso.

Può arrivare al 30% solo in casi particolari, ad esempio per alimenti dovuti ai figli.

Probabilmente ti chiedi: “Ma in caso di Cassa Integrazione quali sono le conseguenze sul pignoramento sulla mia busta paga? Verrà sospeso oppure proseguirà nel pagamento?”

Per saperlo continua la lettura di questa pagina.

La Cassa Integrazione, come funziona

Prima di poterti rispondere occorre descrivere brevemente il meccanismo di funzionamento della Cassa Integrazione (CIG).

Si tratta di un ammortizzatore sociale che si pone l’obiettivo di far fronte, per un periodo di tempo limitato, a situazioni di difficoltà dell’azienda che impongono la sospensione dal lavoro dei dipendenti senza dover sostenere il costo degli stipendi.

Durante la Cassa Integrazione il lavoratore rimane a casa e percepisce uno stipendio ridotto all’80%: lo paga l’INPS.

Occorre però rilevare che la Cassa Integrazione causa una riduzione dello stipendio ben superiore al 20% teorico: tale percentuale, infatti, si applica sullo stipendio di base a cui sono già state dedotte tutte le integrazioni salariali normalmente percepite.

Queste ultime (straordinari, indennità, turni, festività ecc.) spesso rappresentano una quota molto consistente della retribuzione.

L’esperienza, purtroppo, mostra che un lavoratore in Cassa Integrazione riceve in realtà una paga di poco superiore al 50% dello stipendio che percepirebbe normalmente.

Come avviene il pagamento della Cassa Integrazione?

La contribuzione INPS può avvenire in due modi:

  1. L’azienda anticipa lo stipendio al lavoratore e riceve successivamente il rimborso dall’INPS sotto forma di conguaglio fiscale.
    In questo caso riceveresti la normale Busta Paga dall’azienda seppur di importo ridotto.
  2. Nel caso l’azienda non sia in grado o non voglia anticipare l’importo della retribuzione, la contribuzione la paga direttamente dall’INPS sul tuo conto corrente.
    Si provvederà quindi a sospendere la Busta Paga.

In caso di Cassa Integrazione cosa succede al pignoramento?

Gli effetti sul pignoramento della Cassa Integrazione sono conseguenti alle modalità di pagamento che abbiamo visto sopra:

  1. In caso il Datore di Lavoro anticipi la Cassa, la rata continuerà ad essere pagata ma sempre in percentuale sullo stipendio reale percepito e quindi in misura ridotta.
    Se, ad esempio, il tuo stipendio normale è di 2.000€, vuol dire che stai pagando una rata di pignoramento di 400€, pari al 20%.
    Ma se in conseguenza della CIG il tuo stipendio si riduce a 1.200€, allora la rata addebitata ti verrà ridotta a 240€.
  2. Se è l’INPS a pagarti direttamente la CIG, la rata di pignoramento verrà sospesa e riprenderà ad esserti addebitata solo sulla prima busta paga “normale”.
    Il pignoramento, infatti, vincola al pagamento solo il terzo ceduto (ossia il Datore di Lavoro) e non l’INPS che quindi non provvederà ad effettuare la trattenuta.

Le soluzioni al Pignoramento in busta paga

Abbiamo dedicato una pagina intera del sito GruppoMoney.it a mostrare le possibili soluzioni finanziarie nel caso si subisca un pignoramento in busta paga.

Spesso si pensa che una soluzione a saldo e stralcio al 40% o 50% del debito sia impossibile.

Non è affatto così, possiamo assicurartelo, perché in una situazione di crisi come quella attuale il sistema finanziario vede con molto favore la possibilità di chiudere rapidamente un contenzioso.

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