Prestiti a Pignorati

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    Una premessa

    La Soluzione per i Pignorati che
    vogliono ottenere un Prestito


    Ottenere credito quando si ha un pignoramento in corso non è facile ma è possibile e Gruppomoney ti può aiutare.

    Esistono infatti delle possibilità di coesistenza in busta paga delle rate di prestito con le rate di pignoramento

    Tali rate possono essere utilizzate al fine di ottenere credito in particolare se questo è finalizzato al consolidamento dei debiti.


    Il limite massimo di pignorabilità

    Sullo stipendio di un dipendente possono essere addebitate anche più rate ma fortunatamente la legge pone un limite massimo di pignorabilità o di cedibilità dello stipendio pari al 50% dello stesso.

    Per i pensionati i limiti sono ancora più stringenti.


    I limiti del pignoramento sulla pensione

    Anche la pensione può essere pignorata ma i limiti sono diversi dal pignoramento sulla busta paga.

    In particolare la Legge tende a tutelare maggiormente il pensionato perché questi viene considerato un soggetto debole.

    La pensione può essere pignorata ma solo per la parte che eccede l’ammontare dell’assegno sociale aumentato del 50%.

    Questa cifra, che attualmente ammonta a circa 690€, rappresenta il cd minimo vitale impignorabile. Sulla parte restante l’aliquota massima di pignoramento è del 20%

    Un esempio ti può chiarire il calcolo da fare.

    • Supponiamo che tu abbia una pensione di 1.100€ mensili.
    • Per calcolare la rata massima che ti può essere addebitata devi sottrarre dalla tua pensione netta il minimo vitale impignorabile che è attualmente di 690€.
    • Rimangono 410€ e su questo ammontare ti può essere calcolata una rata di pignoramento massima del 20% ossia di 82€.


    Le pensioni impignorabili

    Sono considerate impignorabili le pensioni dovute per malattia o invalidità e le pensioni di sostegno ai poveri:

    1. La pensione sociale
    2. La pensione di invalidità
    3. L’assegno di accompagnamento

    Come abbiamo visto, inoltre, sono di fatto impignorabili le pensioni inferiori al minimo vitale di 690€.


    È possibile finanziare i pignorati?

    Se hai subito un pignoramento puoi ancora essere finanziato con una cessione del quinto o con una delega ma occorre rispettare i limiti sopra indicati: la rata di cessione non potrà superare il 20% dello stipendio netto e il totale delle rate addebitate in busta paga, insieme ai pignoramenti, non potrà eccedere il 50%.

    Per saper esattamente come la Cessione del Quinto ti può aiutare in caso di pignoramento leggi qui.

    ESEMPIO

    Pensiamo a un dipendente con uno stipendio netto di 1.200 Euro a cui viene addebitata ogni mese una rata per alimenti di 360 Euro che il massimo del 30% permesso dalla Legge.

    Poiché il 50% del suo stipendio è di 600 Euro il dipendente potrà richiederci un preventivo per un prestito con cessione del quinto con rata massima di 240 Euro pari alla differenza tra il suo 50% dello stipendio e la rata per alimenti.

    1.200 Euro : 2 = 600 Euro
    600 Euro – 360 Euro=240 Euro (rata massima di cessione)

    Se invece non ti è possibile rispettare il limite del 50% oppure vuoi ridurre le rate mensili, possiamo valutare un’operazione di consolidamento debiti attraverso una rinegoziazione dei prestiti in essere o un accordo a saldo e stralcio con i tuoi creditori. Continua a leggere.



    Le soluzioni per finanziare i pignorati

    Sono essenzialmente tre:

    1. Il prestito con cessione del quinto. La Legge permette la coesistenza di una rata di cessione del quinto con una o più rate di pignoramento nel limite massimo del 50% dello stipendio netto. Si può quindi erogare un prestito la cui rata si affiancherà a quella del pignoramento sulla tua busta paga o sulla pensione È la soluzione più semplice anche se comporta il pagamento di più rate contemporaneamente e quindi il rischio di sovraindebitamento;
    2. Il rinnovo della cessione del quinto. Se stai pagando una rata di cessione e una rata di pignoramento è possibile rinnovare il primo prestito lasciando invariata la rata di pignoramento. Il vantaggio della rinegoziazione del prestito è che ti offre nuova liquidità senza aumentare le rate mensili;
    3. L’accordo a saldo e stralcio. Consiste nell’erogare un finanziamento con cessione del quinto estinguendo contestualmente anche la rata di pignoramento. In tale eventualità il creditore è solitamente disponibile a raggiungere un accordo a saldo e stralcio perché ha la possibilità di soddisfare almeno in parte il suo credito senza attendere i tempi di rateazione del pignoramento. L’operazione ti offre diversi vantaggi: riduce le rate mensili, ti consente di ottenere liquidità aggiuntiva ed estingue il debito oggetto del pignoramento pagando una cifra spesso inferiore al 50% dello stesso.

    L’estinzione del pignoramento offre anche il vantaggio di avviare la decorrenza dei termini per la cancellazione del tuo nome dalla CRIF.


    Il pignoramento presso terzi

    Si tratta dell’atto esecutivo con cui il creditore aggredisce i beni dell’esecutato per soddisfare il proprio credito.

    Il pignoramento ha inizio quando, su istanza del creditore, il giudice emette un decreto ingiuntivo di pagamento nei confronti del debitore.

    Questo rappresenta un titolo esecutivo al pari di un assegno o di una cambiale protestati.

    Trascorsi 10 giorni senza che il debito sia stato saldato, si avvia l’esecuzione forzata che consiste nel vincolare e successivamente prelevare il denaro di cui il debitore può disporre (lo stipendio o la pensione).


    Le rate addebitabili

    Le rate addebitate in busta paga possono essere di 4 tipologie e si distinguono tra volontarie e involontarie.


    Rate volontarie

    1. Cessione del Quinto
    2. Delega (detta anche Doppio Quinto)

    Nel caso di rata volontaria il debitore accetta di farsi addebitare una rata sulla busta paga per un numero determinato di anni (al massimo dieci) al fine di ripagare un debito.


    Rate involontarie

    1. Pignoramento propriamente detto
    2. Rata per Alimenti

    In questi casi la rata non viene addebitata per la libera volontà del debitore ma viene imposta da un Giudice che ordina al Datore di Lavoro o all’Ente Pensionistico di effettuare la trattenuta.

    Ciascuna di queste rate non può eccedere il 20% dello stipendio netto ma fa eccezione la rata di alimenti che può arrivare al 30% dello stesso.


    Conclusioni

    Ancora una volta la Cessione del Quinto conferma il suo importantissimo ruolo sociale trattandosi di una tipologia di finanziamento che può essere concessa anche a chi ha un profilo creditizio compromesso.

    Rappresenta quindi un’ancora di salvezza per chi vuole sistemare la propria situazione debitoria ma ormai non è più in grado di ottenere credito fiduciario dal sistema finanziario.