Cos'è la CRIF?

Impara con Gruppomoney come funziona e come relazionarti col principale database di informazioni creditizie in Italia.

Cos'è la CRIF

In tantissimi, in Italia, si sono imbattuti nel Sistema di Informazioni Creditizie - il famigerato SIC - ma pochissimi in realtà sanno esattamente cosa sia e come operi effettivamente.

Tu hai sempre sentito parlare solo di CRIF e non hai mai sentito nominare il SIC, vero? Non preoccuparti, si tratta quasi della stessa cosa.

Vediamo di approfondire meglio questo aspetto.

Se, nel corso della tua vita, ti sei trovato a fare richiesta per ottenere un prestito, allora sei stato certamente iscritto nel Sistema di Informazioni Creditizie.

Allo stesso modo, se sfortunatamente hai tardato anche solo di pochi giorni nel pagamento di una rata, allora sei stato certamente indicato nel SIC come Cattivo Pagatore.

Ma cos'è il SIC e a cosa serve veramente?

Il SIC altro non è che il sistema di informazioni creditizie italiano.

Si tratta di un sistema di grandi Banche Dati in cui gli Istituti Finanziari versano continuamente dati finanziari relativi ai propri clienti e da cui possono attingere quando si trovano a giudicare le tante richieste di finanziamento che ricevono.


Com'è strutturato il Sistema di Informazioni Creditizie?

Il Sistema di Informazioni Creditizie si compone di alcune Banche Dati (dette anche Centrali Rischi), che possono essere di due tipi.

  1. A carattere pubblico: come ad esempio la Centrale Rischi di Banca d'Italia, che si occupa della registrazione di tutte le esposizioni che superano i 75.000 euro, oppure la SIA (Società Interbancaria per l'Automazione) che si occupa invece della registrazione delle esposizioni comprese tra i 31.246 euro e i 75.000 euro.
  2. A carattere privato: ossia quelle Centrali Rischi che sono incaricate di registrare tutte le esposizioni verso gli istituti di credito aderenti.

Sono proprio queste ultime ad essere di nostro interesse, perché sono le Banche Dati a carattere privato che registrano le informazioni riguardo tutti i prestiti personali erogati dagli istituti finanziari.

Spesso accade, quando si parla di informazioni riguardanti i prestiti personali, di riferirsi alla CRIF.

In realtà, la CRIF è solo una delle Banche Dati facenti parte del Sistema di Informazioni Creditizie. È la più conosciuta ma non è l'unica: ce ne sono diverse come ad esempio Experian-Cerved, CTC e altre ancora.

Per semplicità espositiva, di seguito parleremo di CRIF per indicare in generale le Banche Dati in questo settore, ma è importante sottolineare che la non iscrizione presso i registri del CRIF non significa che non vi siano risultanze negative a tuo carico nei registri di altre Centrali Rischi.

Devi quindi sapere che se vuoi avere la certezza di non essere considerato un cattivo pagatore devi controllare necessariamente presso tutte le Centrali Rischi che compongono il Sistema di Informazioni Creditizie.

Il ruolo del CRIF è quello di fornire tutte le informazioni necessarie - sia positive che negative - alle Banche circa la situazione finanziaria di coloro che richiedono i prestiti, al fine di ridurre al minimo i rischi correlati alla concessione degli stessi.

Proprio per il fatto che le informazioni che vengono date sono sia quelle negative che quelle positive, durante il processo decisionale di concessione di un prestito quelle positive potrebbero contare tanto quanto le negative, perché consentono di tracciare il profilo di un utente che ha già ottenuto prestiti in precedenza e che li ha rimborsati regolarmente.


Mai avuto un prestito? È un problema

Per il motivo sopra menzionato, la più totale assenza di informazioni circa uno dei richiedenti nelle banche dati del SIC potrebbe avere una forte valenza negativa, perché l'istituto finanziario si troverebbe nella situazione di concedere un prestito ad una persona di cui non ha alcuna informazione.

Il rischio in questo caso è molto alto: il prestito potrebbe essere concesso e il richiedente potrebbe rivelarsi un ottimo pagatore; ma al contrario, il richiedente potrebbe anche rivelarsi un cattivo pagatore.

La banca quindi, in assenza di informazioni, corre un rischio molto più elevato.


Come verificare le proprie informazioni creditizie

La verifica dei dati è possibile? In che modo?

Forse non tutti sanno che è possibile e anche facile verificare i propri dati personali registrati nel Sistema di Informazione Creditizie.

Basta inviare la richiesta tramite fax, internet o per posta ordinaria allegando una copia dei propri documenti personali.

Data la normativa vigente sulla privacy, non è possibile richiedere queste informazioni per via telefonica.

Quando si è considerati cattivi pagatori?

Si è considerati cattivi pagatori quando l'istituto di credito cui si è richiesto il prestito comunica al sistema di Informazioni Creditizie che il suo cliente ha ritardato o mancato il pagamento di una o più rate del prestito.

Dal momento che questo ritardo potrebbe essere in via teorica dovuto anche a dimenticanze o malfunzionamento del servizio bancario incaricato di provvedere al pagamento automatico delle rate (RID), la normativa attualmente vigente impone alla società finanziaria di informare il cliente insolvente per iscritto della imminente segnalazione del ritardo al Sistema di Informazioni Creditizie.


I tempi di conservazione dei dati

Per quanto vengono conservati i nostri dati all'interno del database del SIC?

La normativa prevede termini ben precisi per la conservazione dei dati personali relativi ai cattivi pagatori all'interno delle Centrali Rischi, allo scadere dei quali le informazioni devono essere eliminate senza che vi sia una specifica richiesta da parte del soggetto interessato.

I tempi di conservazione dei dati sono fissi e non modificabili.

Occorre quindi evitare di rivolgersi a società che decantano chissà quali miracolose soluzioni per ripristinare la tua reputazione finanziaria: nella maggior parte dei casi si rischia di finire nelle mani di truffatori che non sono assolutamente in grado di farti uscire dal database del SIC.

Nei casi di morosità e di ritardo nel pagamento delle rate di un prestito, i dati vengono conservati per i tempi indicati di seguito:

  1. Un anno dall'avvenuta regolarizzazione se il ritardo nel pagamento ha riguardato fino ad un massimo di due rate e solo nel caso in cui non siano stati registrati ritardi successivi;
  2. Due anni dall'avvenuta regolarizzazione se il ritardo nel pagamento ha riguardato più di due rate oppure in alternativa si è prolungato per più di due mesi, anche qui sempre che non siano stati registrati ritardi successivi;
  3. Tre anni dalla data di scadenza del contratto se invece il ritardo non è stato mai sanato. Questo termine riguarda anche i debiti che sono stati sanati con un accordo a Saldo e Stralcio e in questo caso il termine di decorrenza dei tra anni è la data di conclusione dell’accordo.

I dati positivi invece, ossia quelli che riguardano i pagamenti regolari delle rate del prestito, vengono mantenuti all'interno delle Banche Dati per i tre anni successivi alla data di scadenza del contratto e ti saranno di grande aiuto nelle tue richieste di prestito.

È opportuno sottolineare che i dati negativi in nessun caso possono essere eliminati dai database prima delle scadenze appena sopra riportate.

Ripetiamo che bisogna quindi evitare tutti quei soggetti che assicurano, con chissà quali metodi, la cancellazione sicura dalle Centrali Rischi del SIC prima del tempo stabilito dalla normativa vigente, in quanto si tratta solo di millantatori.

Al contrario, rivolgersi a loro risulterebbe controproducente perché verrebbero cancellati solo i dati di tutti i pagamenti regolari che hai effettuato - quelli positivi per intenderci - che vengono valutati benevolmente dalle Banche quando vagliano le richieste di prestito ricevute.


Cosa fare in caso di truffa?

La legge stabilisce un unico motivo per cui i dati negativi possono essere eliminati prima della scadenza espressamente prevista: si tratta dei casi in cui i dati inseriti siano frutto di un errore, oppure siano la conseguenza di azioni fraudolente come ad esempio può accadere nei casi di truffa.

Il furto di identità

Vi sono casi in cui uno sconosciuto può richiedere un finanziamento a nome tuo: sono i cosiddetti casi di Furto d'identità, in cui il truffatore si spaccia per te fornendo documenti rubati (può accadere soprattutto nei casi di furto di portafogli o di sottrazione di corrispondenza).

Il truffatore presenta all'Istituto Finanziario una copia della tua busta paga e un documento di identità con il nome contraffatto e apre un conto corrente a tuo nome su cui versare il prestito.

In questi casi ci si accorge normalmente della truffa quando si ricevono le richieste di pagamento da parte dell'istituto di credito che ha erogato il finanziamento.

È anche possibile che tu ti accorga dell'avvenuta truffa proprio presentando una richiesta di finanziamento, che verrà ovviamente rifiutata in quanto il truffatore di certo non avrà pagato regolarmente le rate.

Se ci si accorge di una truffa ai propri danni è opportuno denunciare immediatamente il fatto alle Forze dell'Ordine e verificare subito i dati all'interno del database del Sistema di Informazioni Creditizie.

Nel caso in cui il proprio nome sia finito sotto la voce Cattivi Pagatori a causa della truffa si potrà richiedere la cancellazione dei dati presenti nel Sistema di Informazioni Creditizie compilando gli appositi moduli, ai quali è necessario allegare una copia della denuncia sporta.

Il modulo deve contenere anche tutti i dati personali necessari e gli estremi del finanziamento oggetto della truffa.