I PRESTITI PERSONALI

I PRESTITI PERSONALI: TUTTE LE CARATTERISTICHE CHE DEVI CONOSCERE PRIMA DI RICHIEDERNE UNO.
INFORMATI SULLE DIFFERENTI MODALITÀ DI RESTITUZIONE E AMMORTAMENTO.

LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI PRESTITI PERSONALI

Il prestito personale (detto anche prestito fiduciario) è un prestito non finalizzato, cioè non destinato espressamente all'acquisto di un bene o servizio. Risponde quindi a una generica necessità di liquidità da parte del richiedente. Si tratta del prestito più flessibile perché rapido nell'erogazione e può essere destinato a qualsiasi utilizzo.
Poiché lo scopo del finanziamento non è ben definito questa tipologia di prestito è considerata di massimo rischio da parte del sistema bancario ed è quindi erogata con molta cautela ed a tassi piuttosto elevati.

GARANZIE AGGIUNTIVE PER I PRESTITI PERSONALI

Spesso l'accettazione della richiesta di prestito personale è subordinata alla coobbligazione di un familiare disposto a controfirmare il contratto di prestito insieme con l'obbligato principale. Il coobbligato ideale è il coniuge ma vanno bene anche fratelli e genitori.

L'AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE

Si tratta di prestiti personali nella massima parte a rata fissa mensile e con metodo di ammortamento alla francese in cui la rata è costante ed è composta da una quota di rimborso di capitale e una parte di interessi. Le prime rate conterranno poco capitale e molto interessi e le ultime rate il contrario: tanto capitale e pochi interessi.
Si noti che l'opinione comune sostiene che "all'inizio si pagano solo gli interessi". Questo non è esatto perché gli interessi contenuti nella rata sono sempre calcolati sul capitale residuo al momento del pagamento. Va da sé che all'inizio, essendo il capitale quasi integro, gli interessi saranno elevati e la parte di capitale della rata sarà minore. Con il passare delle rate e con l'abbassarsi del capitale residuo il rapporto si inverte.

IL CONTRATTO DI PRESTITO PERSONALE

Nei contratti di credito al consumo possiamo leggere alcuni elementi comuni:

  1. Il tasso nominale di interesse TAN che rappresenta il tasso percentuale degli interessi "puri". Qualche volta viene furbescamente pubblicizzato questo tasso perché è il più basso del contratto ma come si vedrà a breve non è affatto quello rappresentativo del costo reale del prestito;
  2. La spesa di istruttoria: si tratta di una cifra che viene detratta in fase di erogazione dal finanziamento netto e rappresenta la spesa sostenuta dall'Intermediario per istruire la pratica;
  3. Gli oneri di distribuzione: sono le spese caricate da un eventuale Mediatore Creditizio o da un Agente in Attività Finanziaria che ha seguito per vostro conto la pratica;
  4. Le provvigioni di intermediazione: sono quelle caricate dall'intermediario Finanziario ossia dal soggetto che si interpone tra la Banca vera e propria e l'Agente Creditizio;
  5. Il premio di polizza: non fatevi ingannare dal nome, non è affatto un premio ma al contrario una spesa che viene addebitata per assicurare il prestito contro il rischio premorienza e contro il rischio di perdita del posto di lavoro. In quest'ultimo caso servirà a coprire le rate in scadenza durante un eventuale periodo di disoccupazione. Va notato che queste polizze per legge non possono considerarsi obbligatorie (con l'eccezione della cessione del quinto, vedi oltre) ma nella realtà ormai molto difficile che un contratto di prestito non le preveda
  6. Il tasso di interesse TAEG (o ISC). È la sigla di Tasso Effettivo Globale Annuo. Il nome dice tutto: si tratta del tasso che rappresenta realmente il costo del prestito. Include, oltre al TAN, anche tutte le spese accessorie quali l'istruttoria e le assicurazioni
    NB: quando valutate se richiedere o meno il prestito non fatevi fuorviare da generiche indicazioni del tipo "finanziamento a tasso zero" ma controllate che sia effettivamente tale controllando il TAEG. Se il tasso di interesse TAN è zero ma poi vi obbligano a sottoscrivere una polizza e vi aggiungono la spesa di istruttoria allora il TAEG è diverso da zero e potrebbe anche essere rilevante.
  7. La decadenza del beneficio del termine. Tra le clausole contrattuali si legge sempre che un eventuale insoluto può determinare la decadenza del benefico del termine. Che cosa significa? Il beneficio del termine è la possibilità che la Società Finanziaria dà al cliente di rimborsare il prestito in un certo lasso di tempo (es.: in 36 oppure in 48 mesi). Durante questo periodo il cliente si impegna pagare gli interessi e a rispettare le scadenze di pagamento. Se questo non avviene la Banca può dichiarare decaduto il beneficio del termine e quindi esigere la restituzione immediata dell'intera somma ancora dovuta

L'ESTINZIONE ANTICIPATA DEL PRESTITO PERSONALE

La distinzione tra tasso TAN e tasso TAEG assume particolare rilevanza nel momento in cui decidete di estinguere anticipatamente un prestito personale.
La legge limita ad un massimo dell'1% del capitale rimborsato la penale di rimborso anticipato. Si tratta quindi di una spesa abbastanza modesta (per darvi un'idea, su 10.000€ di capitale rimborsato la penale sarebbe di 100€) ma fate attenzione perché potrebbero esserci delle spese occulte anche rilevanti.
Per evitare sgradite sorprese controllate che il contratto preveda il rimborso "pro rata temporis" delle spese accessorie al prestito cioè in proporzione al numero di rate non scadute. La spesa di istruttoria è esclusa sempre dal rimborso (e questo è corretto perché si tratta di spese vive sostenute dalla Banca) ma potrebbero essere escluse (o riconoscite in percentuale minima) anche altre spese quali gli oneri di distribuzione o le spese di intermediazione.
Dal 1° dicembre 2010 il premio unico iniziale della polizza premorienza deve essere rimborsato al cliente in caso di estinzione anticipata per la parte "non goduta".

L'estinzione anticipata della cessione del quinto, invece, è spiegata nei dettagli su questa pagina.

LO SCORING O PROFILO DI RISCHIO

Un tempo quando si richiedeva un prestito ci si presentava in Banca e si spiegavano al direttore le proprie necessità e i motivi per cui si aveva bisogno del denaro. Il direttore valutava la motivazione, valutava la persona e la famiglia, valutava i redditi e la situazione debitoria di cui era a conoscenza e poi decideva se concedere o meno il prestito. Ora funziona ancora così esclusivamente nelle piccole agenzie e solo per importi modesti che rientrano nel limitato margine di autonomia decisionale del direttore.
Il sistema che viene generalmente utilizzato per approvare la concessione di un prestito è ora lo scoring ossia il punteggio.
Funziona così: a ogni caratteristica del rapporto lavorativo, della famiglia e della reputazione finanziaria di chi richiede il prestito viene assegnato un punteggio. Se la somma dei punti supera il livello minimo stabilito dalla Banca per quel tipo e ammontare di prestito allora questo viene accettato altrimenti viene respinto.
A titolo di esempio si riportano alcune caratteristiche che aumentano lo scoring:

  • Il reddito fisso (la classica busta paga soprattutto se Pubblica)
  • L'anzianità di servizio
  • L'età compresa tra i 30 e i 60 anni (prima si è un po' troppo giovani dopo si è troppo vecchi)
  • La presenza di una famiglia stabile con figli (si sa, quando si diventa genitori si mette la testa a posto)
  • Una storia creditizia positiva alle spalle: si è già stati intestatari di prestiti in passato e questi sono stati pagati regolarmente perché così si dimostra di essere dei "bravi pagatori"
  • La presenza di avallanti e fideiussori. E' da notare che non contano gli amici disposti a firmare ma solo i parenti più stretti: coniugi, genitori e fratelli

I SISTEMI DI INFORMAZIONI CREDITIZIE (SIC)

Si tratta di alcune banche dati gestite da società private in cui il sistema finanziario registra la storia creditizia positiva o negativa di ogni persona che abbia richiesto un finanziamento. Le società finanziarie hanno così modo, alla richiesta di un prestito, di controllare l'indebitamento della persona e se questi ha avuto degli episodi di rate insolute o pagate in ritardo (i cosiddetti "cattivi pagatori")
Questa banche dati vengono generalmente indicate come CRIF ma questo è inesatto perché questa è solo la più conosciuta della quattro banche dati operanti in Italia. Le altre sono Experian, Consorzio Tutela del Credito (CTC) e Assilea (a cui accedono solo le Società di Leasing).
Sulle banche dati viene registrata la Referenza Creditizia di ogni persona che abbia richiesto un prestito. Si tratta dell'insieme delle informazioni sia positive sia negative. Riguardo queste ultime vengono inserite in banca dati al mancato pagamento di due rate consecutive. E' importante sapere che nel momento attuale di stretta creditizia la registrazione di un evento negativo rende oltremodo difficoltoso ottenere credito. Fa eccezione la Cessione del Quinto in cui la verifica in banca dati si limita a un controllo finalizzato a verificare la situazione debitoria al fine di scongiurare il pericolo del sovraindebitamento.

Come richiedere la propria posizione creditizia

Ciascuno ha diritto di conoscere la propria posizione creditizia inviando una richiesta a ciascuna banca dati.
Per CRIF
Per Experian
Per CTC
Per Assilea

La truffa delle "cancellazioni da CRIF"

Ogni utente ha il diritto di richiedere la cancellazione o la correzione dei propri dati non esatti ma non ha il diritto di chiedere la cancellazione dei propria dati negativi se questi sono corretti. Occorre quindi diffidare delle agenzie che, dietro pagamento, offrono la "cancellazione dalle banche dati dei cattivi pagatori" perché questo non è possibile. La richiesta di cancellazione ha invece effetti controproducenti perché verranno eliminati solo i dati positivi (finanziamenti pagati regolarmente) che invece sono preziosi per valutare l'affidabilità finanziaria di una persona.

Per quanto tempo si rimane iscritti quali "cattivi pagatori"?
Le regole sono rigide e non sono modificabili. I ritardi di pagamento originano un'iscrizione negativa che rimane registrata per:

  • 12 mesi dalla data di regolarizzazione del ritardo se questi non ha superato le due rate
  • 24 mesi per un ritardo di 3 o più rate
  • 36 mesi dalla data prevista di scadenza del prestito se questo non è più stato regolarizzato

Attenzione a "fare il giro delle finanziarie":
Nella banche dati vengono anche registrati i tentativi di chiedere un prestito e gli eventuali rifiuti. Questi rimangono memorizzati per un mese e in questo lasso di tempo costituiscono un evento negativo che rende difficile ottenere l'accettazione da parte di un'altra società finanziaria. E' quindi necessario, incassato un rifiuto, aspettare almeno un mese prima di presentare un'altra richiesta perché altrimenti il rifiuto sarebbe automatico e sposterebbe avanti di un altro mese il "contatore".

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