Cessione del Quinto e quota 100

Si fa un gran parlare della possibilità di andare in pensione con la quota 100.

Quota 100 significa avere la possibilità di andare in pensione anticipata quando la somma di età anagrafica e anzianità contributiva supera 100.

L’esempio tipico è: 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Questa possibilità è valida sia per i dipendenti sia pubblici che per quelli privati.

In realtà le condizioni da rispettare sono: avere ALMENO 62 anni di anzianità e ALMENO 38 anni di contributi.

Chi ha 63 anni di età e solo 37 anni di contributi, quindi, NON potrà andare in pensione anche se la somma dei parametri è comunque di 100.

Valutare bene se conviene aderire a Quota 100

Occorre anche considerare che la Quota 100 non è affatto un regalo ma è solo una possibilità in più di scegliere una forma di pensionamento anticipato.

È necessario infatti considerare che il calcolo della pensione mensile si basa sull’aspettativa statistica di vita residua.

La conseguenza è che chi sceglie di andare in pensione “giovane” dovrà fare i conti con un cedolino mensile ridotto perché la sua aspettativa di vita è più lunga.

Chi invece sceglie la tradizionale pensione di vecchiaia a 67 anni beneficerà di una pensione molto più alta.

Quota 100 e Cessione del Quinto

La riforma pensionistica è ormai legge per cui le compagnie di assicurazione che garantiscono il rischio impiego delle pratiche di prestito con cessione del quinto devono tenerne debitamente conto.

L’argomento riguarda ovviamente solo i lavoratori dipendenti. Per coloro che sono ormai prossimi alla pensione, nello stabilire la durata massima del prestito, si valuta la data di presunto pensionamento.

La data che bisogna valutare è quella in cui, nel corso della vita del prestito richiesto, il dipendente matura i parametri per avere la Quota 100.

Esempio: un lavoratore dipendente (chiamiamolo Mario) di 55 anni con 30 anni di servizio raggiungerà i requisiti per la quota 100 dopo 8 anni. Succederà quando avrà raggiunto i 63 anni di età e 38 di servizio.

Il prestito è possibile?

Veniamo al problema: Mario ci chiede un prestito con Cessione del Quinto di 10 anni. È possibile concederglielo?

Le risposte sono diverse a seconda che Mario lavori nel settore pubblico o nel settore privato.

Dipendenti Statali e Pubblici

Se un dipendente pubblico o statale va in pensione quando ha una cessione del quinto in corso sulla busta paga, la rata si trasferisce automaticamente sulla pensione. Il piano di ammortamento, quindi, non subisce interruzioni.

Occorre solo tenere conto del fatto che il cedolino di pensione è sempre più basso dell’ultimo stipendio da dipendente. A maggior ragione con la Quota 100 per i motivi che abbiamo già visto. Quindi la rata rischia di eccedere il 20% del reddito.

Nel caso di Mario, quindi, il prestito decennale è possibile ma la rata massima va ridotta al 15% dello stipendio (anziché al 20%) per tenere conto del minor ammontare della futura pensione.

Dipendenti Privati e Parapubblici

Se un dipendente privato o para-pubblico entra in quiescenza mentre ha in corso una cessione del quinto, la rata non può venire addebitata sulla pensione.

Di conseguenza le banche eviteranno di finanziare con un prestito a lunga scadenza chi si trova in questa situazione.

In questo caso, quindi, Mario non potrà ottenere il prestito decennale ma dovrà limitare il piano di ammortamento agli anni necessari a raggiungere i parametri della Quota 100.

Nell’esempio sopra riportato la durata del prestito non potrà eccedere gli 8 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*