Ristrutturare casa può significare affrontare una spesa importante, ma non necessariamente così elevata da giustificare l’accensione di un mutuo.
Rifare un bagno, sostituire gli infissi, rinnovare l’impianto elettrico, installare una nuova caldaia, sistemare il tetto o ristrutturare parzialmente un appartamento può facilmente richiedere una somma compresa tra 10.000 e 30.000 euro.
Come finanziare questi lavori?
Il primo pensiero va spesso al classico prestito per ristrutturazione oppure a un mutuo ristrutturazione. Per un lavoratore dipendente o un pensionato esiste però una terza possibilità che merita di essere presa in considerazione: la cessione del quinto.
La cessione del quinto permette infatti di ottenere anche somme importanti, con una durata che può arrivare fino a 120 mesi e una rata fissa trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione.
Non sarà sempre la soluzione più conveniente e il suo tasso di interesse sarà normalmente superiore a quello di un buon mutuo garantito dall’immobile. Per importi medio-piccoli, però, la semplicità dell’operazione e l’assenza di una garanzia ipotecaria possono renderla una soluzione particolarmente interessante.
Vediamo perché.
Quanto costa ristrutturare casa?
Non esiste naturalmente un importo standard.
Un intervento relativamente semplice può richiedere poche migliaia di euro, mentre una ristrutturazione completa può facilmente raggiungere cifre molto più importanti.
Esiste però una fascia intermedia particolarmente interessante dal punto di vista finanziario: quella dei lavori per i quali servono, ad esempio, 10.000, 20.000 o 30.000 euro.
Sono somme sufficientemente elevate da rendere impegnativo pagarle con i propri risparmi, ma allo stesso tempo possono essere troppo contenute per rendere conveniente affrontare tutta la procedura necessaria per ottenere un mutuo.
È proprio in questa fascia che la cessione del quinto può rappresentare un’alternativa da valutare.
Prestito personale, mutuo o cessione del quinto?
Se hai bisogno di finanziare una ristrutturazione puoi prendere in considerazione diverse soluzioni.
Il normale prestito personale ha il vantaggio della semplicità, ma generalmente presenta durate inferiori rispetto alla cessione del quinto. Se l’importo da finanziare è importante, una durata breve può tradursi in una rata mensile piuttosto elevata.
Il mutuo per ristrutturazione segue una logica diversa. Può offrire tassi di interesse molto interessanti e durate decisamente lunghe, ma normalmente presuppone la presenza di un immobile sul quale possa essere costituita una garanzia ipotecaria e comporta un’istruttoria più articolata.
Tra queste due soluzioni si inserisce la cessione del quinto.
La cessione del quinro può arrivare fino a dieci anni, non richiede un’ipoteca sull’abitazione e il rimborso avviene automaticamente attraverso lo stipendio o la pensione.
Per questo motivo, soprattutto quando l’importo necessario per i lavori non è particolarmente elevato, vale la pena mettere le tre soluzioni a confronto.
Perché utilizzare la cessione del quinto per ristrutturare casa
La cessione del quinto non è un finanziamento specificamente destinato alla ristrutturazione.
È infatti un prestito non finalizzato. Leggi qui cosa sono i prestiti finalizzati.
Questo significa che la somma ottenuta può essere utilizzata liberamente dal cliente, senza che sia necessario vincolare il finanziamento a uno specifico acquisto.
Puoi quindi utilizzare la liquidità per pagare l’impresa che esegue i lavori, acquistare materiali, sostituire gli infissi, rifare gli impianti, acquistare nuovi sanitari oppure affrontare contemporaneamente diverse spese legate alla ristrutturazione.
Questa libertà può essere particolarmente comoda quando un lavoro inizialmente preventivato in 15.000 euro finisce, come spesso accade, per richiederne 18.000 o 20.000.
Fino a 10 anni per rimborsare il prestito
Uno dei vantaggi principali della cessione del quinto utilizzata come prestito per ristrutturazione è la possibilità di distribuire il rimborso su una durata lunga.
Il piano di ammortamento può infatti arrivare fino a 120 mesi.
Questo aspetto diventa importante quando l’importo necessario è nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro.
Finanziare 20.000 o 30.000 euro in quattro o cinque anni può comportare una rata mensile impegnativa. Distribuire invece il rimborso su un periodo più lungo permette di contenere l’esborso mensile.
Naturalmente allungare la durata significa anche pagare interessi per un periodo maggiore e quindi aumentare il costo complessivo del finanziamento.
La soluzione migliore non è necessariamente quella con la rata più bassa possibile, ma quella che trova il giusto equilibrio tra rata sostenibile, durata e costo complessivo.
La casa non deve essere data in garanzia
Questa è probabilmente una delle differenze più importanti rispetto a un mutuo.
Per ottenere una cessione del quinto non è necessario iscrivere un’ipoteca sull’abitazione.
Il finanziamento si basa infatti sulla presenza dello stipendio o della pensione e sulle garanzie proprie di questa forma di credito.
La casa che stai ristrutturando, quindi, non costituisce la garanzia del prestito.
Questo comporta una conseguenza interessante: puoi utilizzare la cessione del quinto per finanziare lavori anche su un immobile che non vuoi o non puoi offrire in garanzia.
Si pensi, ad esempio, a chi deve sostenere delle spese per sistemare un’abitazione familiare ma non vuole affrontare un finanziamento ipotecario.
Non serve il notaio
Un’altra differenza importante riguarda la procedura.
La cessione del quinto non richiede l’iscrizione di un’ipoteca sull’immobile e quindi non comporta l’intervento del notaio necessario per la costituzione della garanzia ipotecaria.
Non è nemmeno necessaria una perizia dell’immobile finalizzata a determinarne il valore ai fini della concessione del finanziamento.
La banca deve naturalmente valutare la richiesta e verificare la sostenibilità del credito, ma l’istruttoria segue criteri diversi da quelli di un mutuo ipotecario.
Per una persona che ha bisogno, ad esempio, di 20.000 euro per ristrutturare casa, questa maggiore semplicità può avere un peso considerevole nella scelta.
Non serve la firma di un familiare
La cessione del quinto è normalmente un finanziamento a firma singola.
Non è necessario chiedere al coniuge, a un figlio, a un genitore o a un altro familiare di fare da garante.
Questo è un aspetto spesso sottovalutato.
Non tutti, infatti, desiderano coinvolgere un’altra persona nei propri impegni finanziari e non sempre esiste un familiare nelle condizioni di prestare una garanzia.
Nella cessione del quinto il finanziamento viene valutato sulla posizione del richiedente e sulle caratteristiche del suo reddito, senza la necessità di ricorrere normalmente a un garante personale.
E se ho avuto problemi con altri finanziamenti?
Questo è un altro elemento che distingue la cessione del quinto da un normale prestito personale o da un mutuo.
La presenza di precedenti difficoltà nei pagamenti o di segnalazioni nelle banche dati creditizie non determina necessariamente l’impossibilità di ottenere il finanziamento.
La cessione del quinto dispone infatti di garanzie particolari: la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione e il finanziamento è assistito dalle coperture assicurative previste dalla normativa.
Per questo motivo la storia creditizia del richiedente può assumere un peso diverso rispetto a quello che avrebbe nella valutazione di un tradizionale prestito personale o di un mutuo.
Questo non significa che non vengano effettuate verifiche o che la cessione del quinto venga concessa automaticamente a chiunque abbia uno stipendio o una pensione.
Situazioni di grave insolvenza, una condizione economica complessivamente non sostenibile o altri elementi rilevanti possono comunque incidere sulla valutazione.
Ogni richiesta deve essere esaminata individualmente nel rispetto delle regole sul credito responsabile.
Cessione del quinto o mutuo per ristrutturazione?
Il mutuo presenta un vantaggio importante che sarebbe sbagliato nascondere: grazie alla garanzia rappresentata dall’immobile può generalmente offrire un tasso di interesse inferiore rispetto alla cessione del quinto e consente durate molto più lunghe.
Se devi finanziare una ristrutturazione da 100.000 euro, quindi, il mutuo rappresenta normalmente la prima soluzione da prendere in considerazione.
La situazione cambia quando l’importo necessario è molto più contenuto.
Per ottenere 15.000, 20.000 o 30.000 euro potrebbe essere opportuno confrontare il vantaggio del minore tasso del mutuo con la maggiore semplicità della cessione del quinto.
Con la cessione non devi offrire l’immobile in garanzia, non devi costituire un’ipoteca, non è richiesta una perizia immobiliare ai fini della garanzia, non devi sostenere gli adempimenti notarili legati all’ipoteca e normalmente non hai bisogno della firma di un garante.
Il confronto, quindi, non dovrebbe essere effettuato guardando soltanto il tasso.
Bisogna considerare il costo complessivo dell’operazione, la durata, la rata, le eventuali spese accessorie e soprattutto le proprie esigenze.
Un esempio pratico
Immaginiamo una coppia che debba ristrutturare il bagno, sostituire gli infissi e rifare parte dell’impianto elettrico.
Il preventivo complessivo è di circa 25.000 euro.
Una parte potrebbe essere pagata utilizzando i risparmi, ma questo significherebbe quasi azzerare la liquidità disponibile sul conto corrente.
Una possibilità è richiedere un mutuo per ristrutturazione.
Un’altra è mantenere i propri risparmi come riserva e finanziare in tutto o in parte i lavori attraverso una cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
La seconda soluzione avrà probabilmente un tasso superiore rispetto a quello di un mutuo ipotecario, ma permetterà di evitare la costituzione di una garanzia sull’immobile e di distribuire il rimborso fino a dieci anni attraverso una rata fissa.
Non esiste una risposta corretta in assoluto.
Occorre fare i conti.
La rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla modalità di rimborso.
La rata della cessione viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione e versata all’istituto finanziatore.
Non devi quindi ricordarti ogni mese di effettuare un pagamento e non devi preoccuparti di avere sul conto corrente la disponibilità necessaria nel giorno dell’addebito.
La rata è fissa e non può superare i limiti previsti dalla normativa.
Per chi sta già affrontando le mille incombenze legate a una ristrutturazione, avere almeno il finanziamento che “va da solo” può rappresentare una comodità non trascurabile.
Quando la cessione del quinto può essere particolarmente interessante
La cessione del quinto merita di essere valutata soprattutto quando sei un lavoratore dipendente o un pensionato, hai bisogno di una somma nell’ordine di 10.000-30.000 euro, desideri distribuire il rimborso su diversi anni e non vuoi offrire l’immobile in garanzia.
Può essere interessante anche quando vuoi evitare di coinvolgere un familiare come garante oppure quando la tua storia creditizia rende più difficile l’accesso a un normale prestito personale.
Non significa che sarà necessariamente la soluzione migliore.
Significa che vale la pena fare un preventivo e confrontarlo con le alternative.
Il consiglio di GruppoMoney
Se devi ristrutturare casa, non partire dalla domanda “Qual è il prestito con il tasso più basso?”.
Parti da una domanda diversa:
“Di quanti soldi ho realmente bisogno e quale soluzione mi permette di restituirli con una rata sostenibile e con costi complessivi ragionevoli?”
Se devi finanziare un importo molto elevato e disponi di un immobile da offrire in garanzia, un mutuo può risultare più conveniente.
Se invece hai bisogno di 10.000, 20.000 o 30.000 euro e sei un dipendente o un pensionato, vale la pena mettere sul tavolo anche la cessione del quinto.
Solo confrontando le diverse alternative potrai capire quale soluzione sia realmente più adatta alla tua ristrutturazione.
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Gruppomoney si occupa di cessione del quinto dal 1994.
Se sei un lavoratore dipendente o un pensionato e stai cercando un prestito per ristrutturare casa, possiamo effettuare una prima valutazione della tua situazione e verificare quale importo può essere ottenuto attraverso la cessione del quinto.
Per la valutazione preliminare sono sufficienti pochi documenti e non è necessario presentare il preventivo dell’impresa che effettuerà i lavori, perché la cessione del quinto è un finanziamento non finalizzato.
Potrai così conoscere rata, durata, importo ottenibile e condizioni economiche e confrontare la proposta con le altre forme di finanziamento che stai valutando.
La ristrutturazione durerà qualche mese ma il finanziamento potrebbe accompagnarti per diversi anni. Vale la pena scegliere con attenzione.