Malattia breve, lunga e infortunio

Informati sul destino della tua Cessione del Quinto in caso di malattia: scopri i casi in cui puoi ottenere il finanziamento.

Cessione del Quinto in caso di malattia o infortunio sul lavoro

Cosa succede alla Cessione del Quinto con malattia in Busta Paga

Se è vero che non servono firme di garanzia e che non viene valutata la CRIF è però vero che bisogna dimostrare di avere un posto di lavoro stabile e di essere in regolare servizio.

Se il rapporto di lavoro è a rischio, anche la Cessione del Quinto può essere rifiutata dalla Banca.

In questa pagina ti spiegheremo come ottenere il prestito anche se sei in malattia.




Troppa malattia sullo Stipendio

Uno dei motivi per cui il prestito con cessione del quinto può essere respinto è quello di avere sulla busta paga un numero eccessivo di giorni di malattia.

Ma perché la malattia potrebbe causare un rifiuto della pratica di cessione del quinto?

Il motivo è legato al fatto che, oltre certi limiti, la malattia potrebbe causare una riduzione dello stipendio, una sospensione e - nei casi più gravi – anche il licenziamento.

In questa eventualità la rata non potrebbe venire più addebitata sulla busta paga e quindi il prestito risulterebbe insoluto.


Il Periodo di Comporto

Esiste un periodo di tempo, chiamato periodo di comporto, durante il quale il posto di lavoro viene conservato anche se il lavoratore è in malattia.

Questo periodo di comporto ha durate differenti a seconda del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (l'acronimo/sigla è: CCNL) del dipendente.

Se il CCNL non prevede durate diverse, il periodo di malattia massimo nell'arco dell'anno è di 6 mesi.

Se si supera tale limite, il Datore di Lavoro ha la facoltà di licenziare il dipendente senza dover produrre altre motivazioni.

È questo il motivo per cui la malattia presente in busta paga viene attentamente valutata anche nel caso di richiesta di prestito con cessione del quinto dello stipendio.




Malattia in busta paga, come ottenere il prestito

Vediamo i casi in cui la malattia in busta paga può comportare un rischio di rifiuto della richiesta di cessione del quinto e come risolvere il problema.

Malattia breve

Se la malattia riportata in busta paga non supera i 6-7 giorni non ci sono particolari difficoltà.

La Banca delibera il prestito senza richiedere approfondimenti o spiegazioni.

Malattia prolungata

Se la malattia invece supera i 10/20 giorni nell'arco del mese allora la Banca necessita di verifiche.

Solitamente viene richiesta una Dichiarazione di Rientro in Servizio.


La Dichiarazione di rientro in servizio

Si tratta di un breve scritto su carta intestata del datore di lavoro in cui si attesta che il cliente è rientrato regolarmente in servizio.

Testo da ricopiare su carta intestata


Il Rapporto di visita medica (RVM)

In presenza di periodi di malattia particolarmente lunghi può essere richiesto un ulteriore approfondimento.

In questo caso la Compagnia di Assicurazione che deve garantire il rischio impiego richiede la compilazione di un rapporto di visita medica RVM.

Il Rapporto deve essere compilato da medico di base.

Lo scopo è quello di verificare che la malattia di cui soffre il dipendente non comporti il rischio concreto di superare il periodo di comporto e quindi il licenziamento.


Cessione del quinto in caso di infortunio

Abbiamo visto che in caso di malattia il superamento del periodo di comporto può causare il licenziamento del dipendente.

Questo non può accadere in caso di assenza dal lavoro dovuta ad infortunio perché il periodo di comporto non ha un limite temporale trattandosi di un infortunio o di una malattia prodottasi sul posto di lavoro.

In questo caso quindi per ottenere il prestito con cessione del quinto è sufficiente presentare la Dichiarazione di Rientro in Servizio.