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L’Atto di Benestare della Cessione del Quinto

Atto di benestare

Atto di Benestare: di cosa si tratta?


L’atto di benestare è un documento che viene notificato al datore di lavoro unitamente al contratto di prestito e serve per poter procedere alla liquidazione del saldo finale.

L’atto di benestare contiene le condizioni essenziali del prestito (tipologia, rata mensile e durata) e la data di decorrenza ossia la data in cui inizia la maturazione degli interessi. Viene anche indicata la mensilità in cui inizierà l’addebito della rata sulla busta paga.

Deve essere firmato e restituito all’Istituto Finanziario. Con la firma il datore di lavoro attesta in via definitiva che la rata proposta è conforme allo stipendio (non deve superare il 20% dello stesso) e che procederà all’addebito delle rate.

L’atto di benestare rappresenta il documento finale dell’iter di erogazione del prestito con cessione del quinto o delega. Alla ricezione di questo documento, infatti, l’Istituto Finanziario procede con la liquidazione del saldo al cliente.

È un documento obbligatorio?

L’atto di benestare non è strettamente obbligatorio. Alcune aziende private preferiscono non rilasciarlo perché paventano possibili rischi legali (in realtà inesistenti).

Il mancato rilascio dell’atto di benestare non impedisce il perfezionamento del prestito ma ne ritarda sensibilmente la liquidazione.

In mancanza di una conferma scritta, infatti, l’Istituto Finanziario potrà procedere con la liquidazione del saldo solo dopo aver controllato l’addebito della prima rata sulla busta paga.

Se quindi la tua azienda rifiuta di rilasciare l’Atto di Benestare non preoccuparti per il tuo prestito ma armati di pazienza perché serviranno parecchi giorni per avere finalmente i soldi.

Cosa contiene l’Atto di Benestare?

I contenuti sono:

L’indicazione dei termini principali del prestito proposto, ossia la tipologia di prestito (cessione del quinto o delega), la rata mensile e la durata. Compito del datore di lavoro sarà controllare che questi termini rispettino la normativa. Dovrà controllare, in particolare, che la rata non ecceda il 20% dello stipendio netto
Le coordinate bancarie dell’Istituto Finanziario su cui dovranno essere versate mensilmente le rate
La dichiarazione di vincolo sul TFR (per i soli dipendenti delle aziende private). Rilasciando il benestare, l’azienda prende atto del vincolo iscritto sul TFR e si impegna, di conseguenza a renderlo indisponibile per tutta la durata del prestito. Il lavoratore, quindi, se vorrà richiedere degli anticipi sulla liquidazione, dovrà prima richiedere l’autorizzazione all’Istituto Finanziario
Eventuali condizioni sottostanti alla validità del benestare. E’ il caso, ad esempio, dell’obbligo di contestuale estinzione di un vecchio prestito esistente sulla busta paga (rinnovo del prestito) oppure di un pignoramento.

Fac-simile Atto di Benestare

Atto di Benestare, tempi di rilascio

Solitamente i tempi di rilascio del documento sono brevi perché viene notificato al Datore di Lavoro via posta elettronica certificata PEC e quindi la consegna è immediata.

Anche la restituzione all’Istituto Finanziario avviene via PEC quindi solitamente sono sufficienti 1 o 2 giorni lavorativi.

Anche l’INPS prevede l’atto di benestare?

Sì anche se per le cessioni del quinto della pensione il documento ha un nome diverso: si chiama Lettera di Validazione del Piano di Ammortamento.

Viene rilasciata in via telematica dopo la notifica del contratto all’Istituto pensionistico ed è necessario per poter procedere alla liquidazione del prestito.